Il lavoratore dipendente che dona il proprio sangue gratuitamente ha diritto ad una giornata di riposo retribuita.

 

A chi spetta

A tutti i lavoratori dipendenti assicurati presso la gestione privata INPS, a prescindere dalla qualifica e dal settore lavorativo è riconosciuto il diritto a una giornata di riposo e alla relativa retribuzione, per la donazione di sangue.

In caso di inidoneità alla donazione è altresì garantita la retribuzione al lavoratore dipendente, limitatamente al tempo necessario all’accertamento della predetta inidoneità (articolo 1, decreto ministeriale 18 novembre 2015).

Quando spetta

In caso di donazione con prelievo minimo di 250 grammi di sangue effettuato presso centri autorizzati dal Ministero della Salute (centro di raccolta fisso o mobile, centro trasfusionale o centro di produzione di emoderivati), risultante da apposita certificazione del centro trasfusionale, al lavoratore spetta la retribuzione per le ore non lavorate nella giornata di donazione.

Qualora il lavoratore venga giudicato inidoneo alla donazione avrà diritto alla retribuzione che gli sarebbe stata corrisposta per le ore non lavorate comprese nell’intervallo di tempo necessario all’accertamento della predetta inidoneità, risultante da apposita certificazione del centro trasfusionale.

Quindi, una volta effettuata la donazione è possibile prendere la giornata di riposo e tornare a casa. Ricordiamo ai colleghi BNL di richiedere il certificato medico e, alla prima occasione, di inserire il permesso in procedura come “Permesso Donazione Sangue”.

Contributi pensionistici

Al lavoratore spetta anche la contribuzione figurativa per le ore non lavorate nella giornata di donazione. Quindi, le giornate (o le ore) di permesso per donazione sangue contribuiscono sia al raggiungimento del diritto alla pensione che all’aumento dell’importo dell’assegno pensionistico.